Localizzazione in italiano per brand e agenzie DACH
Localizzo in italiano i contenuti di brand e agenzie dell’area DACH che vendono in Italia: negozi online e schede prodotto, siti, campagne, newsletter e interfacce. Lavoro dal tedesco e dall’inglese, solo verso l’italiano, e ogni incarico si chiude con pagine pronte per la pubblicazione più un glossario e una guida di stile che tengono ferma la voce del brand nei rilasci successivi.
Per chi è
Il servizio serve a chi ha già un pubblico italiano e un testo italiano che non lo convince.
- Responsabili marketing ed e-commerce di brand DACH che entrano o crescono in Italia e hanno bisogno di un italiano che vende, non solo di un italiano corretto.
- Brand con un sito italiano tradotto una volta e poi mai più rivisto, dove ogni rilascio ha aggiunto una variante terminologica.
- Agenzie di traduzione, SEO e marketing che cercano uno specialista italiano affidabile per i progetti dei clienti, anche in white-label.
Il caso tipico non è un testo sbagliato. È un testo corretto che suona tradotto, e che per questo perde la fiducia del lettore nel punto in cui gliela stai chiedendo.
Cosa consegno
Ogni incarico si chiude con tre cose, non con un file di traduzione.
- Contenuti localizzati in italiano, pronti per la pubblicazione oppure consegnati nel tuo CAT tool o TMS, nel formato con cui lavora il tuo team.
- Glossario e guida di stile italiani: termini chiave con una sola resa approvata, varianti da evitare, registro, voce del brand.
- Note sulle decisioni che spettano a te: claim che in Italia non si possono fare come in Germania, convenzioni di prezzo e misura, punti dove la scelta è di marketing e non di lingua.
Il glossario è la parte che continua a lavorare dopo la consegna. Senza, la terza persona che tocca il sito reintroduce le varianti che avevamo appena tolto.
Come lavoro
Quattro passaggi, nello stesso ordine in ogni progetto.
Briefing. Pubblico, tono, materiali esistenti e priorità di keyword. Se hai già una guida di stile in tedesco o in inglese, la adatto invece di ripartire da zero: le decisioni di brand già prese restano, cambia come si realizzano in italiano.
Glossario e registro. Fisso i termini chiave e la scelta tra tu e Lei prima della prima pagina. È il passaggio che le aziende saltano più spesso, ed è quello che produce i siti dove il carrello diventa cestino da una schermata all’altra.
Localizzazione. Scrivo per chi legge in italiano, senza ricalcare la sorgente frase per frase. Dove un claim, un’unità di misura o una convenzione non funziona in Italia, te lo segnalo invece di tradurlo e basta.
Revisione e consegna. Un secondo passaggio su sorgente e glossario, poi la consegna nel formato che usi. Se trovo problemi che nascono prima della traduzione, nella sorgente, li elenco a parte.
Cosa serve da te
Tre cose, e nessuna richiede lavoro di preparazione.
- I testi sorgente nel formato che hai già, anche disordinato.
- Una persona che possa rispondere alle domande di merito, di solito il responsabile del prodotto o del marketing per l’Italia.
- Le decisioni di brand che non posso prendere io: registro, nomi di prodotto da non tradurre, claim da verificare con il legale.
Se una guida di stile o un glossario esistono già, in qualunque lingua, sono il punto di partenza migliore che puoi darmi.
Perimetro e tempi
Tempi e prezzo si concordano per ogni progetto, in base al volume, al formato e alla scadenza. Non lavoro a tariffa fissa a parola su progetti che includono glossario e guida di stile, perché la parte che vale di più non si misura a parole.
Un progetto piccolo, qualche pagina con glossario e guida di stile inclusi, parte da circa 950 € (IVA esclusa) e si chiude di norma in una settimana lavorativa. Un sito e-commerce completo richiede più passaggi e una pianificazione per fasi, che concordiamo prima di cominciare.
Cosa non faccio
Lavoro solo verso l’italiano. Non traduco verso il tedesco o l’inglese, e non gestisco altre lingue di arrivo: per un progetto multilingue coordino volentieri con i colleghi delle altre lingue, ma la mia parte resta l’italiano.
Non mi occupo della SEO tecnica del sito nel suo insieme, cioè indicizzazione, velocità e configurazione del server. I controlli tecnici legati alla lingua, come hreflang, slug italiani e metadati, rientrano invece nel servizio di SEO e GEO in italiano.
Domande frequenti
Posso mandarti solo una parte del sito per cominciare?
Sì, ed è il modo più sensato di iniziare. Una pagina o una categoria bastano per vedere come lavoro e per capire se i problemi che trovo sono sistematici. La revisione gratuita nasce per questo.
Lavori con la traduzione automatica?
Sì, quando ha senso. Su cataloghi grandi e ripetitivi la traduzione automatica con revisione completa è la scelta giusta e lo dico apertamente. Su homepage, campagne e testi di checkout no: lì il margine di errore costa più di quanto la macchina faccia risparmiare.
Il glossario resta mio?
Sì. Glossario, guida di stile e memorie di traduzione sono tuoi e te li consegno in un formato aperto, utilizzabile anche da chi lavorerà sui tuoi testi dopo di me.
Lavori anche in white-label per agenzie?
Sì. Lavoro dentro i tuoi processi e i tuoi strumenti, consegno ai tuoi project manager e non contatto i tuoi clienti se non me lo chiedi tu.
Che differenza c’è con una revisione linguistica?
La localizzazione produce il testo italiano. La revisione indipendente controlla un testo italiano che esiste già, prodotto da qualcun altro o da una macchina, e lo documenta con reperti per gravità. Se hai già una consegna in mano e vuoi sapere se regge, il servizio giusto è la Linguistic QA in italiano.
Perché non basta correggere il testo con un’AI gratuita?
Per refusi e concordanze funziona, e non ha senso pagare qualcuno per quello. I problemi che costano su una pagina localizzata sono altri: un termine corretto che nessuno cerca, un calco che suona tradotto senza essere sbagliato. Un’AI generica a volte li nota, se le fai la domanda giusta, ma propone con la stessa sicurezza correzioni giuste e sbagliate, e per distinguerle serve chi conosce l’italiano e il mercato. Non conosce nemmeno il tuo glossario né il registro che hai scelto: da una richiesta all’altra può proporre due rese diverse dello stesso termine, cioè proprio il problema che il glossario serve a evitare.
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